Dal Il Piccolo di domenica 2 dicembre 2001, Cultura e spettacoli:
Lint pubblica un volume che racconta i sotterranei della città
L’altra Trieste, sotto i nostri piedi
I misteri della Camera Rossa. Ombre naziste nella Kleine Berlin
Trieste calpesta ogni giorno il suo «doppio», ma non lo sa. Come in una fiaba
tenebrosa, la città che espone alla luce del sole il Castello di San Giusto e
i più bei palazzi in riva al mare, convive con un’altra città, dimenticata, sepolta
nel buio, abitata dal popolo delle grotte e dall’umidità. La città dei sotterranei,
dei cunicoli scavati nel corso di parecchi secoli.
Un reticolo di gallerie, di stretti pertugi, di ampi tunnel, di passaggi segreti,
serpeggia sotto gran parte di Trieste. E da sempre, sulla parte oscura della città,
circolano le leggende più incredibili. Una, la più famosa, parla di una Camera
Rossa, posta sotto la chiesa dei gesuiti, meglio conosciuta con il nome di Santa
Maria Maggiore, che sarebbe servita al Tribunale dell’Inquisizione per giudicare
gli eretici. E, dopo averli sottoposti a torture inimmaginabili, condannarli a
soggiornare in minuscole celle.
Una storiazza da far accapponare la pelle. Uno splendido soggetto da reinventare,
come hanno fatto Alfredo Castelli e il disegnatore triestino Franco Devescovi
nell’avventura a fumetti di Martin Mystère intitolata proprio «La Camera Rossa».
Ma sono soltanto leggende? Se lo sono chiesto tre appassionati di speleologia:
Paolo Guglia, Armando Halupca e Enrico Halupca. Che, dopo anni di ricerche sul
posto, coadiuvati da molti altri iscritti alla Sezione di Speleologia Urbana della
Società Adriatica di Speleologia, hanno messo assieme un mastodontico e affascinante
volume sui «Sotterranei di Trieste» (pagg. 352, lire 65 mila), in libreria dalla
prossima settimana pubblicato dalla Lint. Con linguaggio un po’ burocratico, gli
autori definiscono il loro volume, straripante di suggestive fotografie, «catasto
illustrato» delle cavità artificiali. E hanno ragione. Perchè anche chi solo lontanamente
s’è occupato di gallerie e di sotterranei triestini resterà a bocca aperta scoprendo
che, magari di fronte al portone di casa, o nelle cantine del palazzo in cui abita,
si cela un pertugio che porta dritto dentro il ventre misterioso di Trieste.
Ma, in realtà, questo libro è molto di più. È un lungo viaggio in un mondo che
la stragrande maggioranza dei triestini non vedrà mai con i propri occhi. È un
salto oltre il confine di cemento armato che divide la città visibile da quella
invisibile. Ed è, al tempo stesso, una testimonianza capace di ridimensionare
tante chiacchiere fiorite nel corso dei secoli. Per esempio, la mitica Camera
Rossa sembra non essere mai esistita. E la Kleine Berlin non è un labirinto infinito
dove, forse, si annidano ancora i fantasmi di qualche nazista intenzionato a non
rassegnarsi al crollo del Terzo Reich.
Sotto Trieste si intersecano ragnatele di sogni diversi. Ci sono le gallerie costruite
per quella che era il vanto della città al tempo dell’Impero austro-ungarico:
ovvero, l’acquedotto teresiano. E, accanto a questo imponente progetto, si schiera
un’altra serie di opere idrauliche: pozzi, cisterne, canali per raccogliere l’acqua
di sorgente. Non mancano le gallerie ferroviarie, molto spesso abbandonate e chiuse,
quelle stradali e pedonali.
Ma la parte maggiore dei Sotterranei di Trieste è costituita dalle gallerie antiaeree.
E in questo groviera di cunicoli è posta la Kleine Berlin, un rifugio costruito
dai nazisti, con incredibile dispiegamento di uomini, per collegare la zona di
Gretta con le cantine del Tribunale. Una vera e propria fortezza sotterranea che
permetteva agli uomini di muoversi nel ventre della città in silenzio e segretezza,
senza essere visti da nessuno. E che, probabilmente, era stata ideata per resistere
a lungo in caso di attacchi imprevisti.
Del mistero della Camera Rossa resta soltanto un pugno di nomi suggestivi. Quelli
della Torre del Silenzio, del Pozzo della Anime, che, nei meandri nascosti di
Santa Maria Maggiore, non conducono alla favoleggiata sala di tortura e inquisizione.
Per fortuna.
Alessandro Mezzena Lona
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"BORN TO WALK", internet
magazine, 15 gennaio 2002
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TO WALK"
Sotterranei della città di Trieste
(Riccardo Decarli)
Paolo Guglia, Armando Halupca e Enrico Halupca sono gli autori di un ottimo
libro sul mondo ipogeo che si estende sotto la città di Trieste: "Sotterranei
della città di Trieste" (Trieste, ed. Lint, 2001, 350 pp., redazione@linteditoriale.com
Euro 33,57). Si tratta di un vero e proprio catasto illustrato delle cavità
artificiali, con allegata la planimetria della città e la posizione e sviluppo
dei cunicoli. Il patrimonio storico-culturale che si stende sotto le nostre
città è poco noto, spesso del tutto sconosciuto. Sotto terra si possono trovare:
opere idrauliche (di regimazione e bonifica, di captazione, di trasporto, cisterne,
pozzi, opere di presa e fognature), opere insediative (stabili, temporanee e
rifugi, necropoli e luoghi di culto, opere difensive) e opere di vario genere
(cave e miniere, gallerie di trasporto e camminamenti militari, opifici, magazzini,
stalle e altro). Questa lacuna genera in molti casi alcune gustose leggende
metropolitane: dai sotterranei della tal chiesa parte un cunicolo che attraversa
tutta la città e dopo decine di chilometri sbuca in aperta campagna... Oppure
è causa di drammatici incidenti: sprofondamento del manto stradale e crollo
di palazzi, causati dall'imperizia dei progettisti e costruttori che non tengono
in considerazione gli ambienti ipogei urbani: Napoli e Roma, sono frequentemente
interessate da questi eventi. Per questi motivi e molti altri il libro sui sotterranei
triestini, frutto del lavoro della Sezione di speleologia urbana della Società
adriatica di speleologia, è un ottimo esempio di come possono essere messe a
disposizione della comunità e della storia cittadina, le potenzialità e l'esperienza
degli speleologi. Il lavoro di Halupca e Guglia prende in considerazione l'acquedotto
teresiano costruito a metà XVIII secolo; cisterne e pozzi dall'epoca romana
in poi; i torrenti che vennero coperti nel corso del XIX secolo; i sotterranei
della Chiesa dei Gesuiti e del Castello di San Giusto; i bunker e le gallerie
antiaeree risalenti alla seconda guerra mondiale, con la famosa Kleine Berlin:
un esteso complesso sotterraneo realizzato dai soldati tedeschi. Nel corso delle
esplorazioni sono stati ritrovati reperti archeologici, e sono state effettuate
osservazioni scientifiche sulla fauna e sui depositi chimici che nel corso degli
anni hanno ridato un aspetto "naturale" a queste cavità scavate dall'uomo.
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Dal VITA NUOVA Cultura, numero di Natale (21 dicembre 2001),
pag. 16
Libreria " Sotterranei della città di Trieste" della LINT
PER SCENDERE IN PROFONDITA' UN CATASTO ILLUSTRATO DELLE CAVITA' ARTIFICIALI TRIESTINE
Il libro "Sotterranei della città di Trieste" di Paolo Guglia, Armando Halupca e Enrico Halupca
(LINT, dicembre 2001, 352 pagine, con 450 fotografie, 180 disegni e una mappa
di Trieste 70x100 cm, euro 33,57 - lire 65.000) è senza dubbio il volume più accurato
e aggiornato attualmente disponibile in libreria per chi si interessa di sotterranei
e cavità artificiali. Ma non è solo questo. Nell'intento degli autori il volume
avrebbe dovuto rappresentare un "catasto illustrato" delle cavità artificiali
di Trieste, idealmente ispirato al notissimo "Duemila Grotte" di Bertarelli e
Boegan che formò generazioni e generazioni di speleologi triestini, ma in realtà,
attraverso i numerosi box esplicativi e la ricca documentazione di appoggio, ci
si ritrova nelle mani un testo non solo tecnico, ma di facile consultazione che
parla anche della storia di Trieste, dal medioevo, al settecento, alla seconda
guerra mondiale. Le 7 sezioni tematiche che compongono il libro (1. Il vanto della
Trieste imperiale: l'acquedotto teresiano 2. Altre opere idrauliche: sorgenti,
pozzi e cisterne 3. I torrenti coperti 4. I misteriosi sotterranei dei Gesuiti
5. Il castello di San Giusto 6. Sotterranei di guerra: bunker e gallerie antiaeree
7. Cavità artificiali varie: le gallerie ferroviarie e stradali) sono introdotte
ciascuna da un breve capitolo esplicativo che esplicita esaurientemente l'argomento,
senza mai appesantirsi in una dotta erudizione, e lasciando spazio per le dettagliate
schede seguenti che elencano nei dettagli tutte le cavità artificiali presenti
nel territorio di Trieste.
E ce ne sono davvero tante. In 17 anni di attività la Sezione di Speleologia Urbana
della Società Adriatica di Speleologia diretta da Armando Halupca è riuscita a
fare "un bel bottino" di esplorazioni e descrizioni di sotterranei cittadini che
adesso vengono divulgate in una bella veste editoriale degna di nota.
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Da La Gazzetta dello Speleologo, numero 61
- dicembre 2001
Sotterranei della città di Trieste.
A distanza di tredici anni dalla pubblicazione de I Sotterranei di Trieste
(edizioni Italo Svevo - 1988), esce in occasione delle festività natalizie questo
ponderoso volume che farà la felicità degli appassionati di speleologia urbana.
Gli autori del primo libro, Paolo Guglia ed Enrico Halupca, con l'aggiunta questa
volta di Armando Halupca, hanno dato il meglio di sè stessi per produrre un
volume che non fosse solo una semplice ristampa, magari arricchita da qualche
aggiornamento; altrimenti non si spiegherebbero le 352 pagine opposte alle sole
204 della prima edizione. Sono ben 450 le fotografie che arricchiscono il testo,
con un'unica pecca: quella di essere tutte rigorosamente in bianco e nero. Ed
è un vero peccato perchè, come dimostra l'immagine a colori in copertina, non
è certo l'abilità fotografica che manca ai due Halupca. Oggetto del volume sono
i 158 vani, individuati dalla sezione di Speleologia Urbana della Società Adriatica
di Speleologia a partire dal 1984 nell'area urbana di Trieste e nei suoi immediati
dintorni, suddivisi in sette sezioni tematiche: acquedotto teresiano, altre
opere idrauliche, i torrenti coperti, i sotterranei dei Gesuiti, il Castello
di San Giusto, i sotterranei di guerra e cavità artificiali varie. Di ogni vano
vengono forniti il rilievo, i dati essenziali, una descrizione e la relativa
bibliografia, sì da rendere l'opera una sorta di catasto illustrato delle cavità
artificiali della provincia di Trieste. In allegato al volume viene inoltre
fornita una grande mappa della città in formato 70x100, ricavata da una fotografia
aerea dall'IGM, con sopra riprodotte le planimetrie in scala di tutte le cavità
oggetto del libro.
(MK)
Paolo Guglia - Armando Halupca - Enrico Halupca: Sotterranei della città
di Trieste, Edizioni LINT, Trieste 2001, 1-352, euro 33,57.
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gazzetta dello speleologo"
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