Da IL PICCOLO, sabato 16 febbraio 2002, in Cultura
Presentato il primo volume della storia economica e sociale
di Trieste 
Antichi fasti della «Città dei gruppi»
Dati, cronache e analisi con innovative metodologie di ricerca
Oltre seicento pagine di dati, cronache e notizie della Trieste, il suo sviluppo
dal 1700 sino agli albori del '900. Sono i contenuti dell'opera «La
città dei gruppi» volume edito dalla Lint, curato da Roberto Finzi
e Giovanni Panjek, testo legato alla storia economica e sociale di Trieste sulla
base della intensa conpresenza di etnie, culture e lingue avvenuta nell'arco
del dominio asburgico.
La convivenza, lo sviluppo economico e l'analisi del substrato sociale dell'epoca
tutti temi che Roberto Finzi e Giovanni Panjek, docenti di storia economica
all'Università di Trieste hanno dipanato con il contributo di altri insegnanti,
ricercatori e storici appartenenti ad un campo, variegato anch'esso etnico e
culturale: «Non c'è grande storia senza grandi ideali civili», ha detto Giulio
Sapelli, docente dell'Università di Milano intervenuto alla presentazione del
volume promossa dal Circolo della Cultura e delle arti in collaborazione con
l'Istituto Gramsci nella sede del Circolo delle Generali. E il grande ideale
della «Città dei gruppi» si riflette anche nella piena partecipazione di vari
studiosi uniti forse mai così numerosi per un'opera possente e importante sulla
storia di Trieste. Ma è destino che Trieste finisca per affascinare soprattutto
chi non ci vive stabilmente, ha aggiunto Sapelli, per cui «il libro appare frutto
anche di una vera fascinazione che solamente Trieste, la sua storia e il suo
dualismo riesce a dare». L'opera pone l'accento su Trieste quale antico bacino
di armonia e integrazione ma anche sulla Trieste «mito» e sulla storia delle
idee, per un ventaglio quindi di analisi che trova pieno rispetto – come ha
sottolineato il professor Petronio presente alla presentazione del libro assieme
all'onorevole Tombesi – «di un sistema globale di ricerca all'avanguardia della
metodologia storica». L'altro pregio della «Città dei gruppi» – il primo di
un trittico di opere edita della Lint legate alla storia sociale ed economica
di Trieste – è dato dalla rinnovata valorizzazione dei reperti e documenti conservati
nell'archivio di Trieste. Un eccezionale patrimonio che ha fornito linfa anche
alle rimanenti due opere in programma del ciclo: «La città asburgica» in uscita
la prossima primavera e «La città italiana».
Francesco Cardella
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TRIESTE - Non è mai facile raccontare Trieste.
Né quando si parla del presente, né, tantomeno, quanto bisogna cercare di fare
i conti con il passato. Andare, poi, a portare un libro, o il primo di una serie
di libri, che scava nella storia di questa tormentata città, proprio a Vienna,
che fino alla prima guerra mondiale è stata particolarmente vicina alle nostre
vicende, dà quasi la tremarella.
Eppure, giovedì i viennesi potranno guardare da vicino una nuova, coraggiosa
iniziativa editoriale della Lint di Trieste. Quella "Storia
economica e sociale di Trieste", divisa in tre tomi, di cui è già
stato pubblicato il primo, "La città dei gruppi", e che metterà
in vetrina il secondo, "La città asburgica", nella primavera dell'anno prossimo.
Organizzata dall'Istituto Italiano di Cultura di Vienna, la presentazione, che
si terrà giovedì 17 gennaio alle 18, vedrà protagonisti i curatori dell'opera:
ovvero, i professori Roberto Finzi e Giovanni Panjek, dell'Università di Trieste,
e Helmut Rumpler, docente all'Ateneo di Klagenfurt.
Il primo volume di questa "Storia economica e sociale" racconta,
con stile anglosassone, quindi molto distaccato e suffragato da dati, notizie,
il divenire dei gruppi etnici che hanno fatto grande la Trieste città-porto
settecentesca. Per descrivere la convivenza, l'osmosi di genti di lingua, di
provenienza, di costumi, diversi, che riuscivano a convivere in armonia, come,
in seguito, non sarebbe mai più stato.
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