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La scrittura nervosa di Pino Roveredo trova il suo massimo nei due atti unici che parlano di due realtà diverse, ma legate dal segno dell'emarginazione sociale: una giornata al Centro Diurno per il recupero dei tossicodipendenti e uno spaccato di un giorno nell'astanteria di un ospedale. Due luoghi nei quali i personaggi si muovono come in un balletto, seguendo percorsi assolutamente imprevisti…
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